PRESENZE NEGATIVE: COME DIFENDERSI DAI “LADRI DI ENERGIA”.

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C’è chi li chiama “Sponsor negativi”, usando una locuzione elegante, chi invece è più diretto e impietoso, definendoli “persone negative”. Nella cultura popolare spesso si utilizza una terminologia non solo crudele e profondamente sbagliata, ma estremamente scorretta quando si parla di “iettatori” e di gente che porta sfortuna. Ci preme subito chiarire che le persone che “portano male” non esistono, ma esistono eccome le persone negative, che rallentano il nostro percorso di vita e diminuiscono il nostro “quantum energetico”, impedendoci di “manifestare la vita desiderata”.

Chi di voi non ha mai avuto a che fare, almeno una volta nella vita, con una persona “pesante”, che spegne ogni nostro entusiasmo, alzi la mano. Tipicamente sono persone pessimiste che si lamentano costantemente e vedono tutto nero, facendo a voce alta affermazioni che costituiscono “credenze di tipo limitante” e le ripetono continuamente rischiando che, per ripetizione, si fissino anche nella nostra mente.
Farò un paio di esempi illuminanti.
Avevo una cara amica che si lamentava sempre di non trovare mai un uomo che le volesse bene. Era una donna davvero bella, oltre che intelligente, brillante e con un ottimo lavoro. Non faceva altro che ripetere continuamente frasi del tipo: “Tutti gli uomini sono uguali, sono dei traditori” e ovviamente, indovinate cosa? Puntualmente trovava uomini che la tradivano, perché inconsciamente la sua mente attraeva quella tipologia di uomo, in modo da confermare la sua credenza, ben radicata negli anni. Un giorno un episodio di tradimento subìto da una cara amica di famiglia la convinse ancora di più che la sua credenza era la sola e unica esatta, e così iniziò a dire a tutte le amiche felicemente sposate o fidanzate che prima o poi si sarebbero lasciate e che dovevano rompere per prime e liberarsi degli inutili uomini! In maniera inconscia, non certo con cattiveria, minava la fiducia di queste donne nei confronti dei propri compagni. Se doveva scegliere nuove amiche, prediligeva i cuori infranti, perché si rispecchiava nella categoria e quelle persone non facevano altro che rafforzare la bontà della sua tesi su tutto il genere maschile.
Inutilmente cercai di portarle esempi di coppie felicemente sposate da anni, genitori e nonni compresi, e di uomini assolutamente meravigliosi che lei stessa conosceva. La sua credenza, per lei, era diventata una realtà e, in quanto tale, la sua mente inconscia faceva di tutto affinché tutte le persone da lei frequentate la confermassero. Il potere della mente è strabiliante, che ci crediate o no. Se la indirizzi verso pensieri positivi e potenzianti puoi cambiare la tua vita in meglio per gradi ma, se scegli di coltivare solo credenze negative e limitanti, entrerai in un vicolo cieco dal quale sarà difficile (ma non impossibile) uscire.
Frequentarla era diventato difficile, perché il suo modo di vedere le cose negativamente minava anche la serenità di chi le stava intorno. In che modo? Ad esempio insinuava che anche io non avrei dovuto fidarmi. Essendo io positiva per natura, non “risuonavo” col suo modo di vedere le cose per cui, in modo assolutamente automatico e indolore, iniziò a non chiamarmi più. Il problema si era autorisolto.
Mi viene in mente un altro caso, decisamente più pesante. Si trattava di un caro amico d’infanzia, affetto da “vittimismo seriale”. Dalla sua bocca uscivano solo credenze limitanti del tipo: “Puoi trovare un lavoro solo se sei raccomandato”, “i soldi si fanno solo in maniera disonesta” e, addirittura, “i soldi portano male, chi ha tanti soldi di solito è sempre solo e infelice”. Risultato: la sua vita era un disastro. Non riusciva a trovare un lavoro, nonostante fosse un informatico eccezionalmente qualificato, e aveva sempre problemi di soldi. Scoprii presto che queste affermazioni, in realtà, non erano farina del suo sacco, ma uscivano dalla bocca della sua “adorabile mamma” che, invidiosa dei figli di una sua amica, insinuava che avessero trovato lavoro solo per via delle amicizie altolocate e che facessero tanti soldi solo in maniera illecita. Ora, che fosse vero oppure no non ha alcuna importanza. Lei proiettava queste sue credenze sul figlio, ripetendole a voce alta ogni giorno! Sappiate che le persone negative non sempre sono “estranei”, amici che possiamo scegliere di non frequentare più. A volte la situazione è più subdola, perché ce li abbiamo in famiglia, tra i nostri affetti. Che fare in questi casi? Certamente non è possibile non frequentare più la propria madre, i propri zii, fratelli/sorelle, il proprio padre. Ma limitare, per quanto possibile, i contatti, e stroncare sul nascere qualsiasi discorso in modo fermo aiuta a uscire da questo tipo di situazioni. Consigliai al mio amico di seguire un corso di PNL (programmazione neurolonguistica) per acquisire non solo fiducia in sé stesso, ma anche un modo di porsi migliore quando affrontava i colloqui di lavoro. Gli consigliai, inoltre, di limitare al minimo indispensabile i rapporti con la madre ( il pranzo della domenica sì, ma magari a domeniche alterne) e di interromperla in maniera brusca ogni volta che si metteva a parlare dei figli dell’amica, facendole capire che la cosa non lo interessava minimamente. Ebbene, nel giro di un paio di mesi, la sua situazione cambiò miracolosamente. Aveva “bloccato” le influenze ingerenti e negative, limitando il numero di contatti con il soggetto che lo influenzava negativamente e cambiando lui stesso atteggiamento nei confronti del problema. Un happy-ending che mi ha resa molto orgogliosa di lui.
Altre volte le “cattive compagnie” non sono così semplici da eliminare, perché si tratta di veri e propri gruppi, che rafforzano a vicenda le proprie credenze autolimitanti e ti trascinano nel loro vortice di pessimismo autodistruttivo. Il gruppo degli amici con i quali si esce la sera potrebbe aver preso una brutta piega, specialmente se, uniformemente, il loro modo di pensare è “Riuscire nella vita è difficile, non c’è lavoro, in giro c’è solo crisi”. Parlare con loro dei tuoi progetti significa, automaticamente, non vederli realizzati. Vuoi metterti in proprio? Entusiasta ne parli coi tuoi amici, gli dici che hai già visto un locale con un affitto basso e una posizione ottima e stai pensando di chiedere un prestito per aprirti, non so, la tua pizzeria? Tipicamente ti diranno: “Ma sei pazzo? C’è crisi, non vedi che tutte le attività chiudono? E tu, invece, vorresti aprire? Falliresti!”. Scappate a gambe levate! Il vecchio detto popolare “Meglio soli che male accompagnati” è, infatti, una grande verità. Mai e poi mai parlare dei propri progetti con persone che vi affossano, perché l negatività del gruppo andrà a superare la vostra positività, e il vostro quantum energetico diventerà del tutto insufficiente: da soli non potrete mai sovrastare la negatività di un intero gruppo di persone! A volte, anche se siete grandi di età, anche se frequentate quel gruppo da sempre, tagliare drasticamente il cordone ombelicale fa la grande differenza! Siate gelosi dei vostri progetti, parlatene solo con chi vi aiuta a coltivarli e li alimenta dandovi fiducia come persone. Questo non significa non subire nessuna critica, purché si tratti di critiche costruttive, positive, che vi aiutino a migliorare. Consigli, non sentenze di morte!
Nell’esoterismo, tradizionalmente, si parla dei “vampiri energetici”, che è un concetto diverso da quello di “persone che hanno una influenza negativa” ma nel quale, comunque, rientra appieno questa categoria di soggetti.
Ne è un esempio la classica vecchietta che adora parlare delle sue malattie ed elencarle. Avete mai fatto caso che starla ad ascoltare vi provoca un gran mal di testa? Ecco, vi sta letteralmente “succhiando” via energia e vi stancherà non solo mentalmente, ma anche fisicamente.
In che modo, allora, è possibile proteggersi? Non possiamo certo vivere sotto una campana di vetro, né smettere di frequentare per sempre familiari e colleghi di lavoro.
Il primo passo da compiere è: cercare di limitare al minimo indispensabile i contatti con queste persone. Se non è possibile smettere di frequentarle, perché trattasi di colleghi di lavoro o, peggio, di familiari, cercate comunque di limitare i contatti e le interazioni con loro.

Secondo passo: schermatevi a livello energetico. Il classico esercizio di visualizzarsi all’interno di una sfera di energia protettiva, da solo, non è assolutamente sufficiente. I Kahuna Hawaiiani, profondi conoscitori di terapie olistiche incentrate sulla spiritualità, prestavano molta attenzione alle “energie sottili”, non visibili. Il cosiddetto “Kahuna Lapa’au” (espressione orientativamente traducibile in “specialista di guarigione”) praticava, al termine di alcune pratiche, la cosiddetta “rottura energetica”, e dovresti farlo anche tu, più volte al giorno. Il break energetico, che consente di “zipparsi” contro le negatività, consiste in un semplice gesto: porta la tua mano destra in posizione di taglio all’altezza del terso occhio. Adesso esegui un movimento verticale, facendo scendere la mano fino all’altezza del plesso solare e facendola poi ritornare nuovamente in alto, all’altezza del terzo occhio. Mentre esegui questo movimento di “Sali e scendi” con la mano destra in posizione di taglio, col pensiero manifesta la tua volontà di chiudere il tuo campo aurico a ogni influenza esterna. E’ come se stessi tirando su uno “zip” che ti chiude completamente a ogni influsso esterno e ti protegge. Ricordati, mente lo esegui, di manifestare col pensiero la tua intenzione.

Inizia a diventare estremamente selettivo nella scelta delle persone e degli ambienti da frequentare nel tuo tempo libero: se ti circonderai di persone allegre, positive, che quando parlano non criticano gli altri, ma anzi hanno sempre una parola di conforto e di incoraggiamento verso il prossimo, la loro energia positiva si “sommerà” alla tua, in un meraviglioso effetto a cascata, e le cose inizieranno a diventare sempre più positive e semplici.

Ogni giorno, prima che sorga il sole o quando sta per tramontare (cosiddetto “spazio intermedio”, in cui è molto più facile manifestare), fai una piccola meditazione. Bastano 10 minuti. Dedica la prima parte della meditazione al semplice rilassamento di corpo e mente. Quando sarai entrato in uno stato di profondo rilassamento ripeti mentalmente, per 21 volte di seguito, la seguente frase: “Ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio”. Questa semplice ma potentissima affermazione, ideata dal Dott. Emile Couè, è in grado di autosuggestionare a livello profondo il nostro subconscio. Ripetete ogni giorno 21 volte questa frase, per almeno 21 giorni di seguito. In un altro articolo vi spiegheremo perché ripetere un’azione per almeno 21 volte serve per farci cambiare una abitudine.

Associate alle breve meditazione quotidiana un’immagine che vi evochi una forte emozione positiva. Mentre vi ripetete mentalmente la frase “Ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio” immaginatevi in una situazione estremamente piacevole, immaginaria o già vissuta, non fa alcuna differenza. L’importante è che vi concentriate su quella situazione che vi fa stare bene vivendola attraverso i 5 sensi: che profumo sento? Che sensazione provo? Ad esempio se siete stati felici il giorno della vostra laurea soffermatevi a ricordare tutte le sensazioni provate. Focalizzate poi un attimo la vostra attenzione sull’emozione positiva, di gioia, di benessere, di sicurezza in voi stessi che quella situazione vi fa provare. E’ l’emozione la cosa dalla quale scaturisce il cambiamento. Senza la “scintilla” provocata dall’emozione il cambiamento non si manifesta. Il solo fatto di dedicare 10 miseri minuti al giorno a questo, vi metterà automaticamente in uno stato di positività e di protezione che si rafforzerà ogni giorno di più.

E’ importante che non manifestiate mai alcun giudizio su queste persone “negative”. Non giudicatele, perché questo modo di comportarsi è l’unico che conoscono. Il non emettere giudizi di alcun tipo vi schermerà ulteriormente da qualsiasi influsso negativo.
 
 
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