C’è chi li chiama “Sponsor negativi”, usando una locuzione elegante, chi invece è più diretto e impietoso, definendoli “persone negative”. Nella cultura popolare spesso si utilizza una terminologia non solo crudele e profondamente sbagliata, ma estremamente scorretta quando si parla di “iettatori” e di gente che porta sfortuna. Ci preme subito chiarire che le persone che “portano male” non esistono, ma esistono eccome le persone negative, che rallentano il nostro percorso di vita e diminuiscono il nostro “quantum energetico”, impedendoci di “manifestare la vita desiderata”.

Chi di voi non ha mai avuto a che fare, almeno una volta nella vita, con una persona “pesante”, che spegne ogni nostro entusiasmo, alzi la mano. Tipicamente sono persone pessimiste che si lamentano costantemente e vedono tutto nero, facendo a voce alta affermazioni che costituiscono “credenze di tipo limitante” e le ripetono continuamente rischiando che, per ripetizione, si fissino anche nella nostra mente.
Farò un paio di esempi illuminanti.
Avevo una cara amica che si lamentava sempre di non trovare mai un uomo che le volesse bene. Era una donna davvero bella, oltre che intelligente, brillante e con un ottimo lavoro. Non faceva altro che ripetere continuamente frasi del tipo: “Tutti gli uomini sono uguali, sono dei traditori” e ovviamente, indovinate cosa? Puntualmente trovava uomini che la tradivano, perché inconsciamente la sua mente attraeva quella tipologia di uomo, in modo da confermare la sua credenza, ben radicata negli anni. Un giorno un episodio di tradimento subìto da una cara amica di famiglia la convinse ancora di più che la sua credenza era la sola e unica esatta, e così iniziò a dire a tutte le amiche felicemente sposate o fidanzate che prima o poi si sarebbero lasciate e che dovevano rompere per prime e liberarsi degli inutili uomini! In maniera inconscia, non certo con cattiveria, minava la fiducia di queste donne nei confronti dei propri compagni. Se doveva scegliere nuove amiche, prediligeva i cuori infranti, perché si rispecchiava nella categoria e quelle persone non facevano altro che rafforzare la bontà della sua tesi su tutto il genere maschile.
Inutilmente cercai di portarle esempi di coppie felicemente sposate da anni, genitori e nonni compresi, e di uomini assolutamente meravigliosi che lei stessa conosceva. La sua credenza, per lei, era diventata una realtà e, in quanto tale, la sua mente inconscia faceva di tutto affinché tutte le persone da lei frequentate la confermassero. Il potere della mente è strabiliante, che ci crediate o no. Se la indirizzi verso pensieri positivi e potenzianti puoi cambiare la tua vita in meglio per gradi ma, se scegli di coltivare solo credenze negative e limitanti, entrerai in un vicolo cieco dal quale sarà difficile (ma non impossibile) uscire.
Frequentarla era diventato difficile, perché il suo modo di vedere le cose negativamente minava anche la serenità di chi le stava intorno. In che modo? Ad esempio insinuava che anche io non avrei dovuto fidarmi. Essendo io positiva per natura, non “risuonavo” col suo modo di vedere le cose per cui, in modo assolutamente automatico e indolore, iniziò a non chiamarmi più. Il problema si era autorisolto.
Mi viene in mente un altro caso, decisamente più pesante. Si trattava di un caro amico d’infanzia, affetto da “vittimismo seriale”. Dalla sua bocca uscivano solo credenze limitanti del tipo: “Puoi trovare un lavoro solo se sei raccomandato”, “i soldi si fanno solo in maniera disonesta” e, addirittura, “i soldi portano male, chi ha tanti soldi di solito è sempre solo e infelice”. Risultato: la sua vita era un disastro. Non riusciva a trovare un lavoro, nonostante fosse un informatico eccezionalmente qualificato, e aveva sempre problemi di soldi. Scoprii presto che queste affermazioni, in realtà, non erano farina del suo sacco, ma uscivano dalla bocca della sua “adorabile mamma” che, invidiosa dei figli di una sua amica, insinuava che avessero trovato lavoro solo per via delle amicizie altolocate e che facessero tanti soldi solo in maniera illecita. Ora, che fosse vero oppure no non ha alcuna importanza. Lei proiettava queste sue credenze sul figlio, ripetendole a voce alta ogni giorno! Sappiate che le persone negative non sempre sono “estranei”, amici che possiamo scegliere di non frequentare più. A volte la situazione è più subdola, perché ce li abbiamo in famiglia, tra i nostri affetti. Che fare in questi casi? Certamente non è possibile non frequentare più la propria madre, i propri zii, fratelli/sorelle, il proprio padre. Ma limitare, per quanto possibile, i contatti, e stroncare sul nascere qualsiasi discorso in modo fermo aiuta a uscire da questo tipo di situazioni. Consigliai al mio amico di seguire un corso di PNL (programmazione neurolonguistica) per acquisire non solo fiducia in sé stesso, ma anche un modo di porsi migliore quando affrontava i colloqui di lavoro. Gli consigliai, inoltre, di limitare al minimo indispensabile i rapporti con la madre ( il pranzo della domenica sì, ma magari a domeniche alterne) e di interromperla in maniera brusca ogni volta che si metteva a parlare dei figli dell’amica, facendole capire che la cosa non lo interessava minimamente. Ebbene, nel giro di un paio di mesi, la sua situazione cambiò miracolosamente. Aveva “bloccato” le influenze ingerenti e negative, limitando il numero di contatti con il soggetto che lo influenzava negativamente e cambiando lui stesso atteggiamento nei confronti del problema. Un happy-ending che mi ha resa molto orgogliosa di lui.
Altre volte le “cattive compagnie” non sono così semplici da eliminare, perché si tratta di veri e propri gruppi, che rafforzano a vicenda le proprie credenze autolimitanti e ti trascinano nel loro vortice di pessimismo autodistruttivo. Il gruppo degli amici con i quali si esce la sera potrebbe aver preso una brutta piega, specialmente se, uniformemente, il loro modo di pensare è “Riuscire nella vita è difficile, non c’è lavoro, in giro c’è solo crisi”. Parlare con loro dei tuoi progetti significa, automaticamente, non vederli realizzati. Vuoi metterti in proprio? Entusiasta ne parli coi tuoi amici, gli dici che hai già visto un locale con un affitto basso e una posizione ottima e stai pensando di chiedere un prestito per aprirti, non so, la tua pizzeria? Tipicamente ti diranno: “Ma sei pazzo? C’è crisi, non vedi che tutte le attività chiudono? E tu, invece, vorresti aprire? Falliresti!”. Scappate a gambe levate! Il vecchio detto popolare “Meglio soli che male accompagnati” è, infatti, una grande verità. Mai e poi mai parlare dei propri progetti con persone che vi affossano, perché l negatività del gruppo andrà a superare la vostra positività, e il vostro quantum energetico diventerà del tutto insufficiente: da soli non potrete mai sovrastare la negatività di un intero gruppo di persone! A volte, anche se siete grandi di età, anche se frequentate quel gruppo da sempre, tagliare drasticamente il cordone ombelicale fa la grande differenza! Siate gelosi dei vostri progetti, parlatene solo con chi vi aiuta a coltivarli e li alimenta dandovi fiducia come persone. Questo non significa non subire nessuna critica, purché si tratti di critiche costruttive, positive, che vi aiutino a migliorare. Consigli, non sentenze di morte!
Nell’esoterismo, tradizionalmente, si parla dei “vampiri energetici”, che è un concetto diverso da quello di “persone che hanno una influenza negativa” ma nel quale, comunque, rientra appieno questa categoria di soggetti.
Ne è un esempio la classica vecchietta che adora parlare delle sue malattie ed elencarle. Avete mai fatto caso che starla ad ascoltare vi provoca un gran mal di testa? Ecco, vi sta letteralmente “succhiando” via energia e vi stancherà non solo mentalmente, ma anche fisicamente.
In che modo, allora, è possibile proteggersi? Non possiamo certo vivere sotto una campana di vetro, né smettere di frequentare per sempre familiari e colleghi di lavoro.
Il primo passo da compiere è: cercare di limitare al minimo indispensabile i contatti con queste persone. Se non è possibile smettere di frequentarle, perché trattasi di colleghi di lavoro o, peggio, di familiari, cercate comunque di limitare i contatti e le interazioni con loro.

Secondo passo: schermatevi a livello energetico. Il classico esercizio di visualizzarsi all’interno di una sfera di energia protettiva, da solo, non è assolutamente sufficiente. I Kahuna Hawaiiani, profondi conoscitori di terapie olistiche incentrate sulla spiritualità, prestavano molta attenzione alle “energie sottili”, non visibili. Il cosiddetto “Kahuna Lapa’au” (espressione orientativamente traducibile in “specialista di guarigione”) praticava, al termine di alcune pratiche, la cosiddetta “rottura energetica”, e dovresti farlo anche tu, più volte al giorno. Il break energetico, che consente di “zipparsi” contro le negatività, consiste in un semplice gesto: porta la tua mano destra in posizione di taglio all’altezza del terso occhio. Adesso esegui un movimento verticale, facendo scendere la mano fino all’altezza del plesso solare e facendola poi ritornare nuovamente in alto, all’altezza del terzo occhio. Mentre esegui questo movimento di “Sali e scendi” con la mano destra in posizione di taglio, col pensiero manifesta la tua volontà di chiudere il tuo campo aurico a ogni influenza esterna. E’ come se stessi tirando su uno “zip” che ti chiude completamente a ogni influsso esterno e ti protegge. Ricordati, mente lo esegui, di manifestare col pensiero la tua intenzione.

Inizia a diventare estremamente selettivo nella scelta delle persone e degli ambienti da frequentare nel tuo tempo libero: se ti circonderai di persone allegre, positive, che quando parlano non criticano gli altri, ma anzi hanno sempre una parola di conforto e di incoraggiamento verso il prossimo, la loro energia positiva si “sommerà” alla tua, in un meraviglioso effetto a cascata, e le cose inizieranno a diventare sempre più positive e semplici.

Ogni giorno, prima che sorga il sole o quando sta per tramontare (cosiddetto “spazio intermedio”, in cui è molto più facile manifestare), fai una piccola meditazione. Bastano 10 minuti. Dedica la prima parte della meditazione al semplice rilassamento di corpo e mente. Quando sarai entrato in uno stato di profondo rilassamento ripeti mentalmente, per 21 volte di seguito, la seguente frase: “Ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio”. Questa semplice ma potentissima affermazione, ideata dal Dott. Emile Couè, è in grado di autosuggestionare a livello profondo il nostro subconscio. Ripetete ogni giorno 21 volte questa frase, per almeno 21 giorni di seguito. In un altro articolo vi spiegheremo perché ripetere un’azione per almeno 21 volte serve per farci cambiare una abitudine.

Associate alle breve meditazione quotidiana un’immagine che vi evochi una forte emozione positiva. Mentre vi ripetete mentalmente la frase “Ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio” immaginatevi in una situazione estremamente piacevole, immaginaria o già vissuta, non fa alcuna differenza. L’importante è che vi concentriate su quella situazione che vi fa stare bene vivendola attraverso i 5 sensi: che profumo sento? Che sensazione provo? Ad esempio se siete stati felici il giorno della vostra laurea soffermatevi a ricordare tutte le sensazioni provate. Focalizzate poi un attimo la vostra attenzione sull’emozione positiva, di gioia, di benessere, di sicurezza in voi stessi che quella situazione vi fa provare. E’ l’emozione la cosa dalla quale scaturisce il cambiamento. Senza la “scintilla” provocata dall’emozione il cambiamento non si manifesta. Il solo fatto di dedicare 10 miseri minuti al giorno a questo, vi metterà automaticamente in uno stato di positività e di protezione che si rafforzerà ogni giorno di più.

E’ importante che non manifestiate mai alcun giudizio su queste persone “negative”. Non giudicatele, perché questo modo di comportarsi è l’unico che conoscono. Il non emettere giudizi di alcun tipo vi schermerà ulteriormente da qualsiasi influsso negativo.
 
 
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Tutti coloro che, in questi anni, si sono interessati alla Legge dell’Attrazione, dovrebbero leggere il libro “La Mente Quantica”, scritto da Vincenzo Fanelli e William Bishop, perché vi regalerà l’ultimo pezzo del puzzle del Manifesting, spiegando concretamente e in modo pratico come diventare co-creatori della realtà che vi circonda. Vincenzo Fanelli, già autore di numerosi libri che spaziano dalla PNL – Programmazione Neuro Linguistica – al pensiero positivo, passando per l’Enneagramma, ci svelerà alcuni tratti salienti di questo libro che ha scritto a quattro mani con un famoso ricercatore e studioso di meccanica quantistica che si firma con lo pseudonimo di William Bishop.

In giro ci sono moltissimi testi che trattano la tematica del Manifesting, però in nessuno di quelli che ho letto finora venivano citate le 3 Leggi Universali. Solitamente viene trattata solo la Legge dell’Attrazione, senza citare nemmeno la Legge della Sintonia, la Legge della Bipolarità e quella dell’Essenzialità. Leggendo “La Mente Quantica” si capisce che queste tre leggi devono lavorare insieme, sinergicamente, per far funzionare il processo del Manifesting, ma ci si chiede perché tu e Bishop siate gli unici a parlarne. Come mai?
Ne parlo perché comunque è possibile parlare di qualsiasi cosa, compreso un argomento così “rivoluzionario” per i nostri schemi mentali, adducendo anche importanti argomentazioni, ma tanto la gente non ci crederà. Mi spiego meglio: se a parlare di questi argomenti pubblicamente non sono né scienziati né ricercatori, la gente li percepirà sempre come “voci fuori dal coro”. Da un punto di vista mediatico viene fatta molta disinformazione. Lo possiamo vedere, ad esempio, per quanto riguarda la tematica “alimentazione”: se anche un grande esperto del settore afferma: “Attenzione, certe cose non le mangiate perché fanno male”, come è accaduto per “The China Study”, ci sarà sempre qualcun altro, un’altra voce ufficiale, considerata autorevole dalla gente, che smentirà la precedente, asserendo che non è così, e dicendoti che mangiare carne tutti i giorni fa benissimo. Ecco perché io posso anche permettermi di fare pubblicamente certe affermazioni, perché tanto sono considerate così “assurde” dalla nostra parte razionale che la maggior parte della gente non ci crederà. E poi c’è un altro fatto: la maggior parte delle persone, purtroppo, ormai è assuefatta a vivere in un certo modo, senza prendersi la responsabilità di quello che gli accade. È molto più facile. Se io arrivo e ti dico: “Attenzione, il tuo programma mentale crea la tua realtà, le tue aspettative creano la tua realtà”, alcune persone si arrabbiano moltissimo perché non riescono ad accettare che tutto quello che gli capita nella vita se lo sono creato loro. La loro parte razionale non lo può accettare. Le persone, di fronte a queste cose, hanno paura, perché questa nuova visione implica che bisogna riprendere in mano la propria vita e prendersi le proprie responsabilità. Quindi, per quanto adesso se ne stia parlando di più, la maggior parte della gente non crederà mai a queste cose.

Potresti riassumere brevemente, per chi ancora non ha letto il libro, in cosa consistono le 3 Leggi Universali e come agiscono sull’Energia Universale, permettendo agli individui di co-creare – e NON di creare – la propria realtà?
È ovvio che consiglio di leggere il libro, perché spiega questi concetti in maniera ampia e approfondita. La Legge della Sintonia è quella che, concettualmente, sostituisce la Legge dell’Attrazione. La sostituisce perché è un concetto più veritiero, in quanto tutto quello che penso e tutto quello che provo mi sintonizza su un ramo di realtà ben definito. Inoltre è molto più credibile, perché si ricollega alle teorie della meccanica quantistica. Invece pensare che noi siamo dei magneti e, quindi, che attiriamo una nuova realtà, è sbagliato. Non è che attiriamo, noi ci spostiamo proprio sui diversi rami di realtà. Poi c’è la Legge della Bipolarità che spiega come mai la legge di attrazione fallisce. Questo accade perché la legge di attrazione ti dice che tu, tutti i giorni, devi solo desiderare, desiderare, desiderare, e questo non è assolutamente vero, nel senso che l’energia si muove attraverso polarità opposte: lo fa sia l’energia elettrica che l’energia universale. Di conseguenza se io attivo solo la polarità positiva, desiderando e basta, blocco il flusso dell’energia. Se io, invece, prima desidero, desidero, desidero, ma poi un giorno dico: “Basta, non me ne importa più niente”, e mi distacco, sto attivando anche la polarità negativa e, di conseguenza, permetto all’energia di scorrere. Per capire questo occorre fare le proprie esperienze. Pensate a tutte quelle volte che avete inseguito qualcosa con tutte le vostre forze e poi, un bel giorno, avete detto con convinzione che non ve ne importava più nulla. È proprio in quel momento che l’oggetto del vostro desiderio arriva, perché vi siete distaccati, e questa è la Legge della Bipolarità. Infine abbiamo la Legge dell’Essenzialità, che è quella delle Sincronicità, secondo la quale l’Universo ci invia dei segnali. I messaggi che ci manda l’Universo sono difficili da interpretare, soprattutto se non siamo ancora pronti a vederli, però occorre avere molta fede nel senso che, quando chiedete un segno, dovete credere nel messaggio che vi arriva.

Proprio a questo proposito avrei un’altra domanda: se per il concetto di Sincronicità dobbiamo cogliere i segnali, gli indizi o “coincidenze” – ognuno le chiama in modo diverso – che l’Universo ci invia, mettendoci “in ascolto”, come facciamo a capire come interpretarli?
Io posso fare solo esempi tratti dalle mie esperienze di vita, per cercare di chiarire il concetto. Qualche anno fa, nel 2005, chiusi una storia di 16 anni. La sera prima di andare via dalla casa della mia ex, anche se da un lato ero contento, perché oramai eravamo incompatibili, dall’altro lato avevo paura. Facendo zapping per sbaglio misi su un canale, MTV, che di solito non guardo mai: stava trasmettendo una canzone di Madonna che si intitola Jump, che significa “salta”. In quel momento io non capii che era quello il messaggio, ma sentii a livello profondo una forza dentro di me. In seguito, facendo mente locale, pensai al significato di Jump, il salto. Tornai a Bari, perché coincideva col Natale e volevo passarlo con i miei genitori. Il problema fu che, andando via da Milano, persi il lavoro con la società con cui collaboravo. Fu a quel punto che chiesi all’Universo: “Universo, ma io cosa devo fare? Devo restare a Bari e lavorare qui, oppure devo tornare a Milano?”. Giuro che, di lì a qualche ora o al massimo il giorno dopo, mi arrivò una email di una società di videogames di Milano che mi chiedeva di fare formazione-lavoro. Andai a Milano e di lì a poco avviai una relazione con una ragazza che, dopo soli tre mesi, mi chiese di andare a convivere. Ma accadde anche un altro fatto incredibile: il giorno che feci il tragitto Bari-Milano in macchina, per tutto il tempo del tragitto mi chiesi se era la cosa giusta da fare. Arrivai alla barriera di Milano sud e, cosa incredibile, di colpo le macchine incominciano a muoversi. Le macchine iniziarono a passare senza pagare, e il casellante era fuori che faceva cenno con la mano di passare: era appena iniziato lo sciopero dei casellanti! Pensai: “Ok, questo è un segnale!”. Infatti, da quel momento, sono successi tanti fatti per me importantissimi, ho avuto le mie due splendide bambine e ho capito che, sicuramente, dovevo passare attraverso quel percorso.

Il tuo concetto di karma è un po’ “particolare”, perché ti discosti dal concetto classico e tendi più ad avvicinarlo alla Legge Causa-Effetto. Potresti spiegare meglio il concetto?
Io mi discosto dal concetto classico del karma, secondo il quale noi abbiamo un destino “immutabile”, derivante da cose fatte nelle vite passate. Questo significa che quello che ho in questa vita, me lo porto dalle vite passate precedenti, e spesso la gente lo utilizza come una scusa per dire: “È il mio karma, quindi non posso fare niente per cambiarlo”. In realtà anche il karma, cioè la Legge di Causa-Effetto, risponde alla legge della bipolarità.
Cioè si può cambiare il karma?
Assolutamente sì. Come? Diventando consapevole della lezione di vita che ti porta quell’esperienza. È in questo modo che potrai sciogliere il nodo karmico. Ma la maggior parte delle persone, invece, preferisce usare il karma come una scusa, e non fa nulla per cambiarlo. Questo non va bene, perché bisogna capire la ragione che c’è dietro per sciogliere il nodo karmico, imparare la lezione e andare avanti.

Vorresti spiegare, in breve, che cos’è il Focus Universale e in cosa differisce dal Focus Ordinario?
Il Focus Ordinario è quello che usiamo tutti i giorni sulla nostra linea di vita, ed è composto da Azione + Volontà. Ad esempio, se voglio comprare un’auto che costa 15.000 € ma ne ho solo 5.000, darò un anticipo e mi metterò rate per 10.000 €. Questo è il Focus Ordinario. Adesso farò un esempio di Focus Universale: mia moglie aveva una Matiz completamente scassata, e io ho semplicemente mandato all’Universo un’idea vaga di trovare una macchina nuova a 5000 euro. Sono sceso a Bari, ho fatto il tagliando della mia auto in una officina autorizzata Opel e, stando lì a parlare con il titolare, gli ho chiesto se avesse una macchina nuova da 5000 €. Lui mi disse: “Ne ho una che ho appena rifatto completamente”. Il titolare aveva preso una Opel Meriva tutta rotta e l’aveva rifatta completamente: motore, frizione, riverniciata la carrozzeria! Questo è un esempio di Focus Universale, ovvero il classico colpo di fortuna, che ti permette di piegare la quinta dimensione lungo la sesta e farti accedere al ramo di realtà desiderato. Possiamo anche spiegarlo in maniera diversa: il Focus Ordinario si ha quando manifesti la tua volontà; il Focus Universale si ha quando, oltre alla tua volontà, collabora anche l’Universo. È in questo modo che puoi spostarti al di fuori della tua linea di vita, su un altro ramo di realtà.

In varie parti del testo sottolinei che avvalersi del Manifesting per migliorare alcuni aspetti della propria vita non deve mai portare a un “delirio di onnipotenza”. Spieghi che, se un obiettivo non è in linea con la nostra Mission di vita, non lo raggiungeremo mai, e che se desideriamo una cosa troppo lontana dalla nostra attuale linea di esistenza, anche lavorando per tappe, potremmo non ottenerla. Inoltre aggiungi che il nostro Ego potrebbe boicottarci se prima non leviamo le Credenze Limitanti. Tutti questi paletti scoraggiano non poco il lettore, perché sembra che sia veramente difficile manifestare qualcosa! Quindi ti chiedo: secondo te cosa è lecito desiderare e ottenere, attraverso il Manifesting?
La terza legge è molto importante, quella della Sincronicità. Questo cosa vuol dire? Che se io voglio manifestare qualcosa devo sempre tener conto dei segnali. Facciamo un esempio, parlando del mio lavoro: se voglio tenere un corso, ma ricevo tanti segnali negativi, che mi suggeriscono che il corso non deve partire, è come se tutto mi remasse contro. Se, ad esempio, non riesco a trovare un albergo e ho difficoltà a trovare persone che frequentino il mio corso, l’Universo mi sta mandando dei messaggi per dirmi che quella cosa non la devo fare. Naturalmente c’è sempre un motivo: magari quel weekend devo fare qualcosa di più importante, fosse anche solo parlare con una persona o semplicemente stare con le mie figlie. È chiaro poi, che da un punto di vista della razionalità o del mio ego, posso dire: “No, io devo a tutti i costi ottenere quella cosa”, ma l’Universo mi sta dicendo che quella cosa non la devo fare! Se invece impariamo a considerare i segnali che l’Universo ci invia di continuo, seguendo la Sincronicità, ci stiamo allineando al flusso di Energia Universale. A quel punto non nuoteremo più controcorrente, non faremo più come i salmoni, ma avremo la corrente a favore. Se seguiamo il flusso dell’energia arriveremo più facilmente dove vogliamo arrivare. Poi possiamo anche ottenere cose che non sono in linea con la nostra realtà, però faticheremo di più, avremo bisogno di più energia e comunque, prima o poi, l’Universo mi ci rimetterà sempre su quella linea.

Una lacuna che ho trovato in questo libro riguarda le Credenze Limitanti, tematica comune a moltissime discipline olistiche. Spieghi molto bene come eliminarle in maniera definitiva, e non solo temporanea, ma ti dedichi in maniera troppo veloce e superficiale alle tecniche per individuarle. Suggerisci di scrivere in un foglio tutto ciò in cui crediamo, oppure di prestare attenzione alle frasi che pronunciamo mentre parliamo con gli altri, ma le credenze limitanti, essendo dei programmi occulti, sono ben nascoste e non è per niente facile individuarle da soli! Una tecnica molto famosa, il Thetahealing, per “scovarle” utilizza dei veri e propri “scavi”, che un’altra persona effettua su di noi. Non credi che dovresti approfondire questo aspetto, perché da soli non siamo in grado di individuare le nostre credenze limitanti, per ovvie resistenze del nostro Ego?
Nel capitolo dedicato all’abbondanza ho scritto un piccolo elenco di credenze limitanti, ma sono legate a quello specifico argomento. Purtroppo per le altre non ho fatto un simile elenco perché in genere, quando devo individuare le mie credenze, presto molta attenzione a quello che dico quando parlo con qualcuno e poi lo annoto su un foglio. In alternativa mi domando: se il mio obiettivo è questo, quanto ci credo da 1 a 10? In ogni caso, poiché individuarle da soli è difficile, consiglio sempre di farsi aiutare da un amico/a. In PNL per scovare le credenze limitanti usiamo un’altra tecnica, che si chiama “Metamodello”, e andiamo su un livello profondo delle credenze, lavorando sulle parti inconsce. Il mio obiettivo, per il prossimo libro, è proprio quello di trattare in maniera più approfondita le credenze, di raccogliere tutte quelle che ho sentito in questi anni di sessioni dai miei clienti, creando una specie di elenco delle credenze. In questo modo la gente avrebbe a disposizione una mappa, una specie di questionario attraverso il quale poter riconoscere le credenze limitanti, perché quando leggi una determinata frase in cui credi profondamente senti che “ti risuona”.

Vorresti spiegare perché il Manifesting non funziona se una persona si limita a stare chiusa in una stanza a visualizzare, ma è importante sempre mettere azione alla propria vita?
Perché devi mettere insieme sia il Focus Ordinario che il Focus Universale, e per farlo devi mettere azione alla tua vita. Devi mettere insieme Azione, Volontà e Universo. Se fai tutte e tre le cose, allora andrai avanti molto più velocemente e più facilmente. Per fare un esempio, se io dico: “Voglio l’anima gemella”, ma resto chiuso in casa e aspetto, visualizzando e basta senza mai uscire, chiaramente è difficile che possa trovarla!

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