Jolery

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C’è chi li chiama “Sponsor negativi”, usando una locuzione elegante, chi invece è più diretto e impietoso, definendoli “persone negative”. Nella cultura popolare spesso si utilizza una terminologia non solo crudele e profondamente sbagliata, ma estremamente scorretta quando si parla di “iettatori” e di gente che porta sfortuna. Ci preme subito chiarire che le persone che “portano male” non esistono, ma esistono eccome le persone negative, che rallentano il nostro percorso di vita e diminuiscono il nostro “quantum energetico”, impedendoci di “manifestare la vita desiderata”.

Chi di voi non ha mai avuto a che fare, almeno una volta nella vita, con una persona “pesante”, che spegne ogni nostro entusiasmo, alzi la mano. Tipicamente sono persone pessimiste che si lamentano costantemente e vedono tutto nero, facendo a voce alta affermazioni che costituiscono “credenze di tipo limitante” e le ripetono continuamente rischiando che, per ripetizione, si fissino anche nella nostra mente.
Farò un paio di esempi illuminanti.
Avevo una cara amica che si lamentava sempre di non trovare mai un uomo che le volesse bene. Era una donna davvero bella, oltre che intelligente, brillante e con un ottimo lavoro. Non faceva altro che ripetere continuamente frasi del tipo: “Tutti gli uomini sono uguali, sono dei traditori” e ovviamente, indovinate cosa? Puntualmente trovava uomini che la tradivano, perché inconsciamente la sua mente attraeva quella tipologia di uomo, in modo da confermare la sua credenza, ben radicata negli anni. Un giorno un episodio di tradimento subìto da una cara amica di famiglia la convinse ancora di più che la sua credenza era la sola e unica esatta, e così iniziò a dire a tutte le amiche felicemente sposate o fidanzate che prima o poi si sarebbero lasciate e che dovevano rompere per prime e liberarsi degli inutili uomini! In maniera inconscia, non certo con cattiveria, minava la fiducia di queste donne nei confronti dei propri compagni. Se doveva scegliere nuove amiche, prediligeva i cuori infranti, perché si rispecchiava nella categoria e quelle persone non facevano altro che rafforzare la bontà della sua tesi su tutto il genere maschile.
Inutilmente cercai di portarle esempi di coppie felicemente sposate da anni, genitori e nonni compresi, e di uomini assolutamente meravigliosi che lei stessa conosceva. La sua credenza, per lei, era diventata una realtà e, in quanto tale, la sua mente inconscia faceva di tutto affinché tutte le persone da lei frequentate la confermassero. Il potere della mente è strabiliante, che ci crediate o no. Se la indirizzi verso pensieri positivi e potenzianti puoi cambiare la tua vita in meglio per gradi ma, se scegli di coltivare solo credenze negative e limitanti, entrerai in un vicolo cieco dal quale sarà difficile (ma non impossibile) uscire.
Frequentarla era diventato difficile, perché il suo modo di vedere le cose negativamente minava anche la serenità di chi le stava intorno. In che modo? Ad esempio insinuava che anche io non avrei dovuto fidarmi. Essendo io positiva per natura, non “risuonavo” col suo modo di vedere le cose per cui, in modo assolutamente automatico e indolore, iniziò a non chiamarmi più. Il problema si era autorisolto.
Mi viene in mente un altro caso, decisamente più pesante. Si trattava di un caro amico d’infanzia, affetto da “vittimismo seriale”. Dalla sua bocca uscivano solo credenze limitanti del tipo: “Puoi trovare un lavoro solo se sei raccomandato”, “i soldi si fanno solo in maniera disonesta” e, addirittura, “i soldi portano male, chi ha tanti soldi di solito è sempre solo e infelice”. Risultato: la sua vita era un disastro. Non riusciva a trovare un lavoro, nonostante fosse un informatico eccezionalmente qualificato, e aveva sempre problemi di soldi. Scoprii presto che queste affermazioni, in realtà, non erano farina del suo sacco, ma uscivano dalla bocca della sua “adorabile mamma” che, invidiosa dei figli di una sua amica, insinuava che avessero trovato lavoro solo per via delle amicizie altolocate e che facessero tanti soldi solo in maniera illecita. Ora, che fosse vero oppure no non ha alcuna importanza. Lei proiettava queste sue credenze sul figlio, ripetendole a voce alta ogni giorno! Sappiate che le persone negative non sempre sono “estranei”, amici che possiamo scegliere di non frequentare più. A volte la situazione è più subdola, perché ce li abbiamo in famiglia, tra i nostri affetti. Che fare in questi casi? Certamente non è possibile non frequentare più la propria madre, i propri zii, fratelli/sorelle, il proprio padre. Ma limitare, per quanto possibile, i contatti, e stroncare sul nascere qualsiasi discorso in modo fermo aiuta a uscire da questo tipo di situazioni. Consigliai al mio amico di seguire un corso di PNL (programmazione neurolonguistica) per acquisire non solo fiducia in sé stesso, ma anche un modo di porsi migliore quando affrontava i colloqui di lavoro. Gli consigliai, inoltre, di limitare al minimo indispensabile i rapporti con la madre ( il pranzo della domenica sì, ma magari a domeniche alterne) e di interromperla in maniera brusca ogni volta che si metteva a parlare dei figli dell’amica, facendole capire che la cosa non lo interessava minimamente. Ebbene, nel giro di un paio di mesi, la sua situazione cambiò miracolosamente. Aveva “bloccato” le influenze ingerenti e negative, limitando il numero di contatti con il soggetto che lo influenzava negativamente e cambiando lui stesso atteggiamento nei confronti del problema. Un happy-ending che mi ha resa molto orgogliosa di lui.
Altre volte le “cattive compagnie” non sono così semplici da eliminare, perché si tratta di veri e propri gruppi, che rafforzano a vicenda le proprie credenze autolimitanti e ti trascinano nel loro vortice di pessimismo autodistruttivo. Il gruppo degli amici con i quali si esce la sera potrebbe aver preso una brutta piega, specialmente se, uniformemente, il loro modo di pensare è “Riuscire nella vita è difficile, non c’è lavoro, in giro c’è solo crisi”. Parlare con loro dei tuoi progetti significa, automaticamente, non vederli realizzati. Vuoi metterti in proprio? Entusiasta ne parli coi tuoi amici, gli dici che hai già visto un locale con un affitto basso e una posizione ottima e stai pensando di chiedere un prestito per aprirti, non so, la tua pizzeria? Tipicamente ti diranno: “Ma sei pazzo? C’è crisi, non vedi che tutte le attività chiudono? E tu, invece, vorresti aprire? Falliresti!”. Scappate a gambe levate! Il vecchio detto popolare “Meglio soli che male accompagnati” è, infatti, una grande verità. Mai e poi mai parlare dei propri progetti con persone che vi affossano, perché l negatività del gruppo andrà a superare la vostra positività, e il vostro quantum energetico diventerà del tutto insufficiente: da soli non potrete mai sovrastare la negatività di un intero gruppo di persone! A volte, anche se siete grandi di età, anche se frequentate quel gruppo da sempre, tagliare drasticamente il cordone ombelicale fa la grande differenza! Siate gelosi dei vostri progetti, parlatene solo con chi vi aiuta a coltivarli e li alimenta dandovi fiducia come persone. Questo non significa non subire nessuna critica, purché si tratti di critiche costruttive, positive, che vi aiutino a migliorare. Consigli, non sentenze di morte!
Nell’esoterismo, tradizionalmente, si parla dei “vampiri energetici”, che è un concetto diverso da quello di “persone che hanno una influenza negativa” ma nel quale, comunque, rientra appieno questa categoria di soggetti.
Ne è un esempio la classica vecchietta che adora parlare delle sue malattie ed elencarle. Avete mai fatto caso che starla ad ascoltare vi provoca un gran mal di testa? Ecco, vi sta letteralmente “succhiando” via energia e vi stancherà non solo mentalmente, ma anche fisicamente.
In che modo, allora, è possibile proteggersi? Non possiamo certo vivere sotto una campana di vetro, né smettere di frequentare per sempre familiari e colleghi di lavoro.
Il primo passo da compiere è: cercare di limitare al minimo indispensabile i contatti con queste persone. Se non è possibile smettere di frequentarle, perché trattasi di colleghi di lavoro o, peggio, di familiari, cercate comunque di limitare i contatti e le interazioni con loro.

Secondo passo: schermatevi a livello energetico. Il classico esercizio di visualizzarsi all’interno di una sfera di energia protettiva, da solo, non è assolutamente sufficiente. I Kahuna Hawaiiani, profondi conoscitori di terapie olistiche incentrate sulla spiritualità, prestavano molta attenzione alle “energie sottili”, non visibili. Il cosiddetto “Kahuna Lapa’au” (espressione orientativamente traducibile in “specialista di guarigione”) praticava, al termine di alcune pratiche, la cosiddetta “rottura energetica”, e dovresti farlo anche tu, più volte al giorno. Il break energetico, che consente di “zipparsi” contro le negatività, consiste in un semplice gesto: porta la tua mano destra in posizione di taglio all’altezza del terso occhio. Adesso esegui un movimento verticale, facendo scendere la mano fino all’altezza del plesso solare e facendola poi ritornare nuovamente in alto, all’altezza del terzo occhio. Mentre esegui questo movimento di “Sali e scendi” con la mano destra in posizione di taglio, col pensiero manifesta la tua volontà di chiudere il tuo campo aurico a ogni influenza esterna. E’ come se stessi tirando su uno “zip” che ti chiude completamente a ogni influsso esterno e ti protegge. Ricordati, mente lo esegui, di manifestare col pensiero la tua intenzione.

Inizia a diventare estremamente selettivo nella scelta delle persone e degli ambienti da frequentare nel tuo tempo libero: se ti circonderai di persone allegre, positive, che quando parlano non criticano gli altri, ma anzi hanno sempre una parola di conforto e di incoraggiamento verso il prossimo, la loro energia positiva si “sommerà” alla tua, in un meraviglioso effetto a cascata, e le cose inizieranno a diventare sempre più positive e semplici.

Ogni giorno, prima che sorga il sole o quando sta per tramontare (cosiddetto “spazio intermedio”, in cui è molto più facile manifestare), fai una piccola meditazione. Bastano 10 minuti. Dedica la prima parte della meditazione al semplice rilassamento di corpo e mente. Quando sarai entrato in uno stato di profondo rilassamento ripeti mentalmente, per 21 volte di seguito, la seguente frase: “Ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio”. Questa semplice ma potentissima affermazione, ideata dal Dott. Emile Couè, è in grado di autosuggestionare a livello profondo il nostro subconscio. Ripetete ogni giorno 21 volte questa frase, per almeno 21 giorni di seguito. In un altro articolo vi spiegheremo perché ripetere un’azione per almeno 21 volte serve per farci cambiare una abitudine.

Associate alle breve meditazione quotidiana un’immagine che vi evochi una forte emozione positiva. Mentre vi ripetete mentalmente la frase “Ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio” immaginatevi in una situazione estremamente piacevole, immaginaria o già vissuta, non fa alcuna differenza. L’importante è che vi concentriate su quella situazione che vi fa stare bene vivendola attraverso i 5 sensi: che profumo sento? Che sensazione provo? Ad esempio se siete stati felici il giorno della vostra laurea soffermatevi a ricordare tutte le sensazioni provate. Focalizzate poi un attimo la vostra attenzione sull’emozione positiva, di gioia, di benessere, di sicurezza in voi stessi che quella situazione vi fa provare. E’ l’emozione la cosa dalla quale scaturisce il cambiamento. Senza la “scintilla” provocata dall’emozione il cambiamento non si manifesta. Il solo fatto di dedicare 10 miseri minuti al giorno a questo, vi metterà automaticamente in uno stato di positività e di protezione che si rafforzerà ogni giorno di più.

E’ importante che non manifestiate mai alcun giudizio su queste persone “negative”. Non giudicatele, perché questo modo di comportarsi è l’unico che conoscono. Il non emettere giudizi di alcun tipo vi schermerà ulteriormente da qualsiasi influsso negativo.
 
 
... e vissero per sempre felici e single!

È successo in Brianza, ma in realtà non era la prima volta, perché già un certo Nello Ruggiero, di Sant’Antonio Abate, prima di lei si era sposato con sé stesso. Lei si chiama Laura Mesi, di mestiere fa l’istruttrice di fitness, e ha voluto vivere i suoi 5 minuti di notorietà sui media celebrando un matrimonio… con sé stessa! È un po’ come quando eravamo piccole e giocavamo con le bambole a “facciamo finta che”. Peccato che questa messa in scena sia costata più di diecimila euro (ma va bene, sono soldi suoi e può farci quello che più le aggrada) e che non abbia, ovviamente, nessun valore legale.
La protagonista di questo surreale fatto di cronaca ha invitato 70 persone al suo banchetto di “nozze”, si è comprata un abito bianco, ha costretto un amico a indossare una fascia tricolore e celebrare il matrimonio, si è addirittura comprata 2 fedi, che ha fatto intrecciare in un unico anello.  Posso solo immaginare la scena finale: “E adesso può baciare la spo…ooops, puoi autobaciarti!”.
Mi spiegate che senso ha? La Mesi ha affermato che, se non avesse ancora avuto un fidanzato a 40 anni, si sarebbe sposata con sé stessa. Non ho però ben capito che cosa volesse dimostrare a sé stessa e agli altri. Una persona che sta bene con sé stessa ed è soddisfatta della sua vita e di come la vive non ha nessun bisogno di metter in scena tutto questo siparietto, coinvolgendo amici e conoscenti. Per carità, non c’è assolutamente nulla di male in ciò che ha fatto, anzi. Se una persona si diverte e non fa del male a nessuno non ho nulla in contrario. Tuttavia, se il suo scopo era, come quello di Nello Ruggiero, primo sposo single d’Italia, quello di prendersi una bella rivincita su una società che emargina chi è single, temo che l’effetto ottenuto sia stato l’esatto contrario. Con questo gesto eclatante, con questa festa esagerata, sta dimostrando alla società che ci tiene eccome al giudizio degli altri. A me tutto questo fa una tristezza infinita perché, se non la si smette di dare importanza ai cliché,  l’emancipazione non solo della donna, ma in generale delle persone dalle convenzioni e dagli stereotipi, non andrà lontano. I vicini di casa ti criticano perché hai 40 anni, non sei sposata e non hai ANCORA figli? Ma chissenefrega! Rispondigli ridendo “meglio single che cornuta come te!”.
Le persone avranno sempre da ridire, qualunque cosa tu faccia. Il vero ed unico modo per dimostrare che non accetti il triste modello convenzionale, che ti vuole sposato/a ad ogni costo ad una “certa età”– che poi non ho mai capito quale sia – è semplicemente non sposarti, vivere ogni giorno come ti pare, non far vedere che “ci muori dietro”, altrimenti farai esattamente il loro gioco! Le pettegole con la sedia piazzata fuori dall’uscio di casa sono sempre esistite, ma se dai loro corda e importanza non stai bene con te stessa per definizione. La persona con una vita piena, appagante e gratificante non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno. Si ama e basta, è felice e basta. In una parola: vive. È come quando scopri le storie tristi di gente che postava i selfie in luoghi esotici, ma si trattava solo di fotomontaggi, perché aveva in realtà trascorso tutte le ferie sul balcone di casa. Volevano solo dimostrare AGLI ALTRI quanto fossero felici.
Anche lo sposo single, Nello Ruggiero, mi ha stupita a suo tempo, perché ha dichiarato di averlo fatto principalmente per i suoi genitori, oramai anziani, poiché era l’unico figlio celibe di 5 figli e “volevo dimostrare che sto bene così”.  Come a dire che, per rendere i tuoi genitori orgogliosi di te, ti debba per forza sposare! Ma che scherziamo? Non hai dimostrato proprio una cippa, lascia che te lo dica, tanto è vero che hai sentito la necessità di fare il tuo show nel reality “Il Boss delle cerimonie”.
È proprio il caso di dirlo: e vissero per sempre felici e single…
Va bene che il prezzemolino Scanu vorrebbe essere presente “in tutti i modi, in tutti i luoghi e in tutti i laghi in tutto il mondo” ma pure a Kudos no, abbiate pietà! Ma cos’è questa moda, tutta italiana, di riciclare i cantanti come presentatori? Se uno sa cantare non è detto che sappia presentare, così come non è detto che sappia ballare o recitare! Solo la mitica Raffaella Carrà sapeva fare tutto, ma non mi sembra proprio che sia questo il caso, nemmeno se Valerio si mettesse in testa una parrucca bionda.
La prima puntata della nuova stagione di kudos non è stata né arricchita né tantomeno impoverita dalla presenza di Scanu: semplicemente se ne stava lì, con la sua tipica monoespressione, a specchiarsi nella telecamera. A questo punto avrebbero potuto fargli fare uno stacchetto musicale, giusto per ravvivare un po’ la serata. Il tuttologo Scanu ha poi annunciato, in alcune interviste, delle novità riguardanti il suo futuro che mi hanno fatto venire i brividi: studierà doppiaggio per avvicinarsi alla recitazione… Lo vedo perfetto per recitare in una nuova stagione di Boris, perché il regista René lo piazzerebbe subito in “Gli occhi del cuore 3”, dove pare che recitino tutti “a cazzo di cane” (lo dice René, non io). Non contento di tutto ciò Valerio ha anche annunciato al mondo intero che nel 2018 uscirà il suo nuovo album (non vedo l’ora) e che ha già terminato di scrivere il suo primo libro (perché, hai intenzione di scriverne altri?) ma che uscirà solo tra un paio di mesi. Sì, avete capito bene, adesso è anche scrittore. Mi sa che l’unica cosa che gli manca è fare l’astronauta, poi sa fare tutto. Personalmente spero che il suo libro esca nel periodo natalizio, così magari sarò fortunata e qualcuno penserà bene di regalarmelo, in modo che possa avere una bella zeppetta per non far traballare il tavolo della mia cucina. Il futuro vincitore del Premio Strega si intitolerà “Dalla A alla zia Mary” e sarà una sua biografia, impiccantita da alcuni retroscena dei suoi anni di notorietà.
Caro Babbo Natale, quest’anno ti scrivo con largo anticipo, in modo che tu non ti perda l’indirizzo di casa mia nel tuo lungo tragitto con le renne. Non ho fatto per niente da brava, ma confido comunque nella tua infinita bontà e mi permetto addirittura di chiederti due regali: la biografia di Scanu, perché non potrei vivere senza, e il suo nuovo cd, per poterlo mettere a tutto volume (e subito dopo uscire di casa) e infastidire così quella vipera della vicina di casa. Grazie.
Nel corso dei miei “viaggi mistici” sulla rete, quelli in cui parto da una ricerca su google e mi ritrovo a visitare siti che non c’entrano una mazza, ho avuto la fortuna di imbattermi in una pagina facebook che si chiama “Il Signor Distruggere”. È stato amore a prima svista! Il suo fondatore, Vincenzo Maisto (in arte er Distruggere) è un talent scout di eccezionale fiuto, meglio di un cane da tartufo, poiché ha individuato un filone d’oro di casi umani: le cosiddette mammine pancine.
 
C’è una spia in mezzo a noi!
L’astuto Maisto, una volta individuati in rete gruppi del tipo “mamme vegane contro l’invidia” o il più generico “da mamma a mamma”, ha fatto infiltrare una sua spia sotto copertura, in modo da ricevere in tempo reale screenshot delle nefandezze pubblicate. Inizialmente pensavo fossero troll, ma il Signor Distruggere documenta con sistematica precisione tutti i post delle mamme, il che fa capire che la realtà, delle volte, supera l’immaginazione! I miei casi umani preferiti sono tre:
1.Un’aspirante mamma sta tentando di avere un bambino e, anziché rivolgersi a un medico specialista, chiede consiglio sul gruppo mammine pancine. Le viene suggerito “il rito dell’assorbente”, che consiste nel bruciare gli assorbenti durante i giorni del ciclo (che lei chiama “le malefiche”) e recitare, contestualmente, delle preghiere. Una persona sana di mente non seguirebbe mai tale consiglio, che sembra uscito dal film “l’esorcista”. Lei no, lei esegue il rito sul terrazzo di casa sua, e s’incazza pure perché i vicini di casa si lamentano per l’odore di bruciato (ma certo, il vero problema sono solo i dirimpettai impiccioni, come non capirlo);
2.    In seconda posizione troviamo la donna che chiede consiglio per una sua amica incinta (non è per lei eh) che ha trombato con un uomo diverso da suo marito e adesso si chiede come potrebbe sapere chi è il padre biologico del bambino, ma senza andare in ospedale per evitare domande indiscrete e pettegolezzi. Sembra tratto da una puntata di Beautiful invece è pura realtà. Una persona normale si affiderebbe ai medici e farebbe un banalissimo test di paternità. Lei no, troppo semplice e scontato. Chiede aiuto alle amiche mammine pancine e, partendo dalle sue conoscenze SCHIENTIFICHE, in base alle quali si può determinare se il nascituro sarà maschio o femmina guardando se la pipì della mamma FRIZZA oppure no nell’acqua (eh???) si domanda se, per capire quale dei due sia il padre della creatura, le servano due campioni di pipì, uno del marito e l’altro dell’amante! A questo punto mi domando perché non due ciocche di capelli, stile rito vudù;
3.    And the winner is: la mamma che pensa che ogni volta che ha il ciclo si tratti di un aborto! Questa è davvero surreale, sentite qua. Una mamma di due bimbi tiene un diario in cui, ogni mese, scrive il nome del bambino che non ha avuto perché le è venuto il ciclo. Scrive infatti che si tratta pur sempre di ovuli, che avrebbero potuto diventare bambini, e dunque ci vuole rispetto! Un giorno racconterà ai suoi bimbi di tutti quei fratellini mancati… Oh bimbi fortunati!

Non si fa intimidire dalle minacce.
Le mamme di questi gruppi, dopo aver scoperto che la loro sacra privacy è stata violata e screenshot delle loro conversazioni sono sbeffeggiate sulla pagina del “Signor Distruggere” si mobilitano per individuare la spia in mezzo a loro. Con doti investigative degne di Sherlocko investigatore sciocco, bannano a random mamme che non c’entrano nulla e pensano, così, di essersi messe al sicuro. Le sventurate non sanno che l’infiltrata speciale di Maisto – che loro chiamano “la vipera” – è ancora in mezzo a loro! Il Signor Distruggere prende di mira il gruppo “Mamme vegane contro l’invidia”, scatenando così l’ira di una mamma superpotente, che può vantare nel suo albero genealogico nientepopodimeno che un MARESCIALLO! Ma il nostro eroe, noncurante del pericolo, continuerà con la sua geniale rubrica, sbeffeggiandole anche nella seconda edizione “Mamme vegane contro l’invidia 2” e pubblicano un favoloso ebook su Amazon che consiglio a tutti di comprare (sia perché costa solo 0,99 centesimi che perché fa veramente ridere).

La saga “il mio bimbo speciale”.
Devo dire che questa saga mi ha appassionata quasi più di Guerre Stellari (ho detto quasi). Grazie a Maisto ho scoperto che, anche in Italia e non solo in America, ha preso piede la moda di acquistare i cosiddetti Reborn, ovvero bambolotti costosissimi dalle sembianze incredibilmente simili ai bambini veri. Quello che non sapevo è che queste persone non si limitano a giocare con le bambole (nella qual cosa, per quanto strana superata una certa età, non ci sarebbe niente di male) ma si spingono al limite per poter recitare nella vita reale il ruolo di mammine. Qualche esempio? Ordinano le bomboniere per il battesimo (della bambola), si recano in chiesa per fissare con un prete la data del battesimo, arrivano finanche a cercare una babysitter per la loro bambola! Ma si può?

Accusato ingiustamente di odiare tutte le mamme.
Le mamme prese in giro sembrano indemoniate, gli scrivono e gli augurano cose di tutti i tipi, accusandolo di odiare ingiustificatamente ed indistintamente tutte le mamme. Peccato che il Signor Distruggere non ce l’abbia affatto con tutte le mamme, ma solo con alcune categorie, come dire, “sopra le righe”, come lui stesso specifica in un articolo che, tra l’altro, è in gara al Macchianera Awards (dopo vi segnalo il link per votarlo, se lo merita davvero!). Segno della sua buona fede di voler distruggere anche altre categorie è il suo interessamento al gruppo segreto “i veri uomini italiani”, altro filone di casi umani degno di nota.

Dove trovare il Signor Distruggere?
Su Facebook: https://www.facebook.com/ilsignordistruggere/
Il suo sito: http://ilsignordistruggere.com/
Su Instagram: ilsignordistruggere
Su Twitter: @SirDistruggere
Per acquistare il suo ebook su Amazon cliccate qui: https://www.amazon.it/dp/B01MXZMBCU/ref=cm_sw_r_cp_ep_dp_.Uywyb6QQ6Z3C
Per votarlo per il Macchianera Awards cliccate qui: http://www.macchianera.net/2017/07/28/mia17vota/  Avete tempo solo fino al 15 settembre cioè domani). Votatelo, votatelo, votatelo!
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